Città in Comune

 

Appello per i diritti del migrante

scuseLo scorso 18 aprile più di 800 persone sono annegate nel Mar Mediterraneo, migranti in fuga dal proprio paese, spinti dalla speranza di poter fuggire dalla propria condizione. Queste vittime si aggiungono alle migliaia dell’ultimo anno e temiamo che questo numero non potrà che aumentare se non si interviene subito con un’inversione di rotta. Infatti queste morti non sono una tragedia ma una strage, con dei responsabili precisi da ricercare nei paesi dell’Unione Europea (Italia in primis) che assistono indifferenti a questo giornaliero bollettino di morte.

In questo senso è stata significativa la decisione di porre fine all’Operazione della Marina italiana Mare Nostrum; al suo posto 29 paesi europei hanno avviato l’Operazione Triton il cui scopo principale è il controllo della frontiera e non il soccorso dei migranti. Il Consiglio Europeo straordinario tenutosi a Bruxelles subito dopo le ultime numerose morti non ha stabilito nessuna strategia significativa per la gestione delle politiche migratorie. Nel frattempo in Italia continuano le menzogne mainstream di Renzi, accompagnate dalla valanga di slogan tweettati dai partiti d’opposizione, i quali paventano le proposte più assurde (un’operazione militare internazionale in Libia, un blocco navale, l’ulteriore coinvolgimento dei paesi africani a sorveglianza dei loro confini terrestri, etc).

Il nostro governo cerca tra gli scafisti i responsabili del fenomeno migratorio, tralasciando in questa lotta che essi sono un prodotto delle scelte politiche attuate proprio dall’Unione Europea e dall’Occidente. I bombardamenti in Libia, il continuo saccheggio di materie prime ad opera di multinazionali (vedi Eni), l’intervento diretto di destabilizzazione del quadro politico interno (Libia, Egitto, Siria, Nigeria), sono le diverse facce di una continua aggressione militare ed economica dell’Occidente.

Noi cittadini italiani ed europei siamo dunque chiamati a quell’atto di responsabilità a cui i nostri governi vengono meno. È necessario costruire nuove politiche di accoglienza, che non diano adito a forme di xenofobia e violenza. Rifiutiamo la logica della guerra tra poveri che trova nei migranti il nemico da combattere. L’austerity europea e le scelte miopi del nostro governo stanno creando una società in cui aumenta la diseguaglianza, la disoccupazione, l’insicurezza sociale ed economica, lasciando ampio spazio al radicarsi della malavita; questo è lo scenario in cui i rifugiati vengono abbandonati da chi dovrebbe garantire i loro diritti. La gestione dei centri di accoglienza, emersa alla cronaca in ‘’Mafia Capitale’’, dimostra come ci siano profondi legami tra sfruttamento del fenomeno della migrazione, politica e malaffare indicandoci chiaramente quali sono i responsabili di tutto questo!

Questo appello si rivolge a tutte le persone che non accettano di essere complici di un’ennesima strage. Dobbiamo rivendicare vere politiche migratorie di integrazione nazionali ed europee regolamentate, dove sia valorizzata la connessione tra migrante, comunità territoriale e tessuto locale cittadino.

Per questo invitiamo tutti a manifestare:

Venerdì 15 Maggio h. 18,00 al Parco Aldo Moro per rivendicare:

  • L’apertura di corridoi umanitari che consentano un ingresso protetto per i migranti, non lasciandoli in balia dei trafficanti di esseri umani; continuare a far imbarcare su mezzi pericolosi queste persone non potrà che far aumentare il numero di morti annegati nelle acque limitrofe all’Italia.
  • La revisione della Convenzione di Dublino, che prevede di dover effettuare la richiesta di Asilo Politico nel primo paese UE in cui si arriva e in cui vengono avviate le procedure di richiesta. Questo significa che il migrante è costretto a richiedere Asilo in Italia, e che deve attendere molti mesi di lungaggini burocratiche prima di poter raggiungere la meta verso la quale è partito, il più delle volte nord-europea. L’apertura di corridoi umanitari, la possibilità di re-insediamenti in Europa, l’ottenimento di visti umanitari temporanei per le popolazioni provenienti da zone di conflitto, sono soluzioni che possono evitare di concentrare l’arrivo dei profughi solo su alcuni Paesi europei a causa della loro collocazione geografica.
  • La protezione delle vite e dei diritti lungo i confini europei. L’Italia deve chiedere con forza agli Stati Ue di agire come un unico Paese. L’apertura delle frontiere è fondamentale perché implica la difesa e la tutela di coloro che rivendicano il diritto alla libertà, fuggendo dai propri Paesi alla ricerca di una vita migliore.
  • La completa revisione del Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). Da dieci anni l’Italia vede arrivare migliaia di persone nei suoi confini, non è tollerabile che fenomeni multi-culturali presenti in ogni Paese occidentale vengano gestiti ancora in modo emergenziale. La chiusura di SPRAR, CARA, CIE e simili, che molto spesso hanno come unica funzione quella di far lucrare gli enti gestori, come è emerso dall’inchiesta “Mafia Capitale” e dalle vicende legate alla Cooperativa 29 giugno, sarebbe un segnale positivo di integrazione. Sono non-luoghi che servono a contenere, a parcheggiare, a segregare persone in attesa dello svolgimento delle pratiche di riconoscimento e della richiesta di Asilo. Questo sistema dell’accoglienza, funzionale solo agli interessi del business e del profitto, va rivisto a favore di politiche di integrazione che abbiano alla base un’idea di scambio culturale tra le persone, e l’abbattimento della paura della diversità.
  • Il ritorno alla dignità, in merito all’uso di terminologie razziste e indecorose da parte di politici italiani. Non è tollerabile che nel 2015, in un Paese Europeo come l’Italia, i cittadini debbano assistere alle bassezze mediatiche di politicanti fascisti che trattano in modo vergognoso l’argomento immigrazione e le morti in mare. La Repubblica italiana, democratica e fondata sul lavoro, riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (Art. 1, 2 e 3 della Costituzione italiana).

Città in Comune Ciampino

Per adesioni personali e collettive scrivere a: ciampinocittaincomune@gmail.com

Adesioni fino al 15 Maggio: Città in Comune, Ciampino Bene Comune, Città Attiva, Libera Ciampino, Rifondazione Comunista Ciampino, Cittadini per il Cambiamento, “Vita Nova” Bottega del Commercio Equo e Solidale, Collettivo Fujakkà, Ass Culturale Crossing Change, Unione Sindacale di Base (USB), Gruppo Consiliare SEL Ciampino, Ass. Officine Civiche, Giovani Democratici Ciampino, Laboratori Riuniti, Libreria Adeia Grottaferrata, Cgil Roma Sud- Castelli- Pomezia.

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