Città in Comune

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Chiudere subito i campi Rom. NO ai ghetti, SI all’integrazione!

La sentenza del tribunale Civile di Rcampo-rom-la-barbutaoma condanna il Comune di Roma e impone di chiudere il campo La Barbuta per «il carattere discriminatorio di natura indiretta della complessiva condotta di Roma Capitale», ordinando di conseguenza al Comune di Roma «la cessazione della suddetta condotta nel suo complesso». È ora di applicarla!

Città in Comune ribadisce che il problema non sono i rom in quanto etnia ma la politica folle dei campi. I campi sono ghetti a cielo aperto: è storicamente accertato che in questi luoghi le dinamiche sociali sono difficilmente governabili e spesso alimentano circuiti paramafiosi. I primi ad esserne vittime sono i rom stessi, a partire dai bambini, insieme ovviamente a tutti i cittadini di Ciampino. I continui roghi che danneggiano la salute di migliaia di persone - già vessate da un aeroporto dichiarato fuori legge dalle stesse istituzioni competenti- vanno fermati! Sosteniamo con forza le posizioni dell’Ass.ne 21 Luglio che rivendica la necessità di politiche alternative, di reale integrazione sociale, che passano attraverso il superamento del sistema dei campi per il quale l’Europa tutta ci ride dietro. Con i campi si è soltanto creato un sistema di business e di malaffare trasversale agli schieramenti politici che NON ha prodotto risultati positivi. Senza demagogie buoniste e ben lontano dal sottobosco razzista che aleggia anche in questa città chiediamo risposte e la difesa del diritto alla salute per tutti i cittadini di Ciampino, rom compresi. In particolare chiediamo:

  • l’apertura della procedura di chiusura del campo La Barbuta.
  • L’inizio di nuove politiche d’integrazione e di assistenza sociale. I rom con redditi elevati e beni immobili devono essere allontanati dal campo, finché rimane aperto. L’Ass.ne 21 Luglio ha dimostrato che, con gli undici milioni di euro annui che a Roma vengono sperperati per alimentare il “sistema campi rom”, sarebbe possibile sostenere tutte le famiglie rom con problemi e parallelamente far partire progetti di sostegno al reddito per famiglie italiane non rom.
  • L’apertura di un osservatorio comunale autonomo con potere consultivo e avente come obiettivi la verifica e la mediazione sull’immigrazione: un vero spazio pubblico condiviso e aperto ai cittadini, alle realtà associative, agli operatori e ai migranti stessi, composto da più soggetti e comunque nettamente distinti dagli enti attuatori.

Ci attiveremo per coordinare un incontro nel quale inviteremo le istituzioni romane e ciampinesi, le associazioni rom e i cittadini tutti per portare delle proposte concrete ed alternative che garantiscano i diritti di TUTTI e combattano il malaffare.

Basta demagogia, razzismo e guerra fra poveri! È il tempo di governare e dare risposte serie!
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