Città in Comune

 

Massima chiarezza sul bilancio comunale

In queste ore abbiamo assistito ad una serie di botta e risposta tra maggioranza e opposizione sul tema dei debiti fuori bilancio del comune di Ciampino. Fa ridere il fatto che a sollevare il polverone mediatico siano stati Mauro Testa, già vicesindaco nella precedente giunta, e Gabriella Sisti, già assessore e consigliere con Simone Lupi sindaco: è strano che nessuno abbia notato questi milioni di debiti mentre sedeva tra le file della maggioranza. Strano soprattutto che adesso taccia e getti acqua sul fuoco il sindaco ed ex assessore al bilancio Giovanni Terzulli, che evidentemente ha sottovalutato all’epoca il dissesto finanziario in cui versa il Comune.

Comunque sia, preso atto di questa particolare contingenza, e del fatto che irregolarità sul bilancio comunale porterebbero al commissariamento del Comune, noi di Città in Comune vorremmo fare luce sulla questione. Analizziamo prima i debiti:

  • Sul Lodo arbitrale condotte acqua spa: se è vero che, come ha affermato l’assessore Savi, il debito di quasi un milione d’euro è emerso a fine 2012, perché il Comune ha aspettato tanto per riconoscerlo con la prevista procedura dei debiti fuori bilancio, dando spazio al riconoscimento di corposi interessi (€ 25.000/30.000) da parte del creditore? E se è vero che la sentenza sul debito era nota da ben prima del 30 settembre, perché sul bilancio non ve ne è traccia?
  • Sulle Cartelle Equitalia: risultano essere giacenti da anni cartelle esattoriali per un ammontare di oltre 300.000 €. Il Comune ha preso provvedimenti per lo sgravio dell’importo, accertando che si tratti di “cartelle pazze”? Oppure ha contestato con dei ricorsi le cartelle? E se sì, a che punto sono? Chiediamo che l’amministrazione faccia chiarezza: se infatti non fosse stata presa nessuna misura per risolvere i contenziosi ci troveremmo di fronte ad un’inammissibile inerzia che comporterebbe ulteriori danni economici per le casse comunali e quindi i cittadini tutti.
  • Sentenza esproprio area Via Spada: sembrerebbe che da circa due anni sia stata notificata un'ennesima sentenza sfavorevole in materia di espropri il cui valore dovrebbe attestarsi intorno ad € 1.200.000/1.400.000. L’Amministrazione Comunale starebbe tentando di liquidare questo credito trasformandolo in metri cubi da realizzare mediante un Piano Integrato in Via Reverberi. La proposta di compensazione del debito in metri cubi edificabili non è però né sostenibile né praticabile, poiché il lotto indicato dai creditori rientra in una zona ben più ampia, di circa 20 ettari, da programmare come piano comprensoriale ad esclusiva cura del Comune, con servizi e aree verdi per circa la metà della superficie. Non si può quindi assegnare ora, ad un solo marginale lotto, un indice di cubatura poiché salterebbe l’intera programmazione pubblica prevista dal PRG. Non ci piace affatto l'idea che la pianificazione urbanistica del territorio sia svilita ad una mera operazione di conversione da euro a metri cubi. Di certo c’è un debito verso privati che dovrà comunque essere onorato, visto che ormai da 15 anni responsabilità dirigenziali stanno privando il creditore di un giusto indennizzo.
  • Parcelle avvocati esterni: nel solo 2014 il Comune di Ciampino per questa voce ha accumulato un debito presunto dell’ordine di € 1,3/1,4 milioni (quasi 4.000 euro al giorno, giustificabili in che modo?). Pur sperando che la somma resti tale e che nessun ulteriore appesantimento si debba avere a causa di ricorsi e controricorsi, chiediamo che venga fatta chiarezza circa “l'anzianità di protocollo” di queste parcelle e soprattutto sul fatto che la loro congruità sia stata o meno mai oggetto di contestazione formale da parte dei competenti uffici comunali che avrebbero dovuto liquidarle nei tempi di legge.

A tutto ciò non si dimentichi la gravissima situazione delle due partecipate, ASP ed AMBIENTE, che sembrano avere un buco complessivo di alcuni milioni di euro.

Ci sembra doveroso ricordare che i debiti si pagano quando vengono notificati al protocollo comunale e non quando lo decidono i sindaci. Non a caso vanno inseriti nel bilancio annuale, proprio per non far gravare il peso di debiti preesistenti sul susseguirsi delle amministrazioni. Al contrario saremmo in presenza di un bilancio annuale falsato dall’assenza di debiti invece esistenti. La città deve sapere la reale situazione dell’ammontare di debiti liquidati e non; non solo perché senza di ciò saremmo di fronte ad un chiaro quanto furbesco tentativo di sottrarsi al controllo della Corte dei conti, ma ancor più perché in tal caso il danno sui cittadini in termini di taglio ai servizi sarebbe gravissimo.

Scarica qui un documento approfondito sulla questione.

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