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ED ANCHE QUESTA ESTATE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA PREPARATO UN BEL PIATTINO PER LA CITTÀ DI CIAMPINO

Il regalo di questa estate 2015 si chiama PIANO INTEGRATO DI VIA REVERBERI.

Normalmente, per un regalo “difficile da far capire alla popolazione” si aspetta ferragosto. Ma se si è proprio sicuri di sé si può anche anticipare: L’amministrazione Terzulli l’ha incartato con tanto di fiocco il 30 di luglio scorso. Ma evidentemente è tanta la sicurezza che ci si è permessi di andare in Consiglio Comunale con assenze eccellenti, anzi … eccellentissime!

Se si presenta un Piano urbanistico che stravolge il Prg della città in una zona strategica come quella tra Folgarella e Lucrezia Romana, è scontato che nel Consiglio Comunale che deve votarlo ci sarà il Sindaco a metterci la faccia per convincere tutti che quel piano è cosa buona e giusta… No: il Sindaco non c’era. Comunque l’assessore all’urbanistica è il minimo che… No: l’assessore all’urbanistica non c’era… Sì, ma la maggioranza era lì tutta compatta evidentemente convinta che quel piano sarà la grande svolta per la nostra città… No: chi non si è presentato affatto, chi se n’è andato in punta di piedi al momento giusto (tra cui il Presidente del Consiglio!). Il consigliere di maggioranza Abbondati di Sel invece, con un suo duro intervento, ha stigmatizzato l'improponibilità del Piano e la sua totale indisponibilità a votarlo.

Ma la cosa più tragicomica è che illustri personaggi della minoranza che all’indomani del voto hanno lanciato fragorose accuse nella stampa locale contro la decisione presa con quel voto…non erano presenti.

Dei 25 componenti il Consiglio (24 Consiglieri + il Sindaco) erano presenti solo 14 Consiglieri: 12 voti favorevoli sono tecnicamente bastati per stravolgere il PRG. Di questi solo 6 erano del PD. Nel voto si è evidenziato, in tutta la sua importanza, il ruolo delle liste civiche di appoggio a Terzulli. Dei 4 consiglieri presenti eletti nelle due liste civiche, ben tre di loro prima delle elezioni del 2014, erano nettamente schierati a destra (AN e area dell'ex governatrice del Lazio On. Polverini).

A completare l'opera ci hanno però pensato due consiglieri della “minoranza”: uno eletto nelle liste di Forza Italia e l'altro un recordman della volatilità politica da decenni in bilico tra sinistra, centro e destra. Hanno avuto il doppio merito di votare a favore e di garantire con la loro presenza il numero legale che ha legittimato la votazione.

Può bastare come giustificazione del voto di consiglieri dell’opposizione e delle assenze di molti della maggioranza che il Piano non fosse contemplato nel programma elettorale del Sindaco Terzulli…?

Senza alcuna titubanza, coerentemente con la posizione espressa anche in Commissione Urbanistica, schierato per il No il M5S, anche se a ranghi ridotti (presente un solo Consigliere sui tre).

Sui contenuti del Piano integrato ci torneremo con successivi interventi entrando nei dettagli di questa grave decisione, per ora vogliamo solo sottolineare che su questa operazione pesa come una lastra di pietra il giudizio dell’urbanista Paolo Berdini che consultato dal Presidente della Commissione urbanistica (il consigliere 5S Marco Bartolucci) ha consegnato una relazione scritta in cui si arriva a mettere in discussione la legittimità dello strumento urbanistico adottato essendo evidente “…l'insussistenza di interesse pubblico nell'attuazione del progetto…”

La critica dell’urbanista non lascia vie di uscita: denuncia infatti che “la densità abitativa -grazie all'aumento di cubatura concesso- diventa insostenibile: basta guardare come sono attaccati uno all'altro gli edifici residenziali. […] il comune avvia un'attuazione parcellizzata e la conseguenza è che avremo alla fine un frazionamento eccessivo di aree pubbliche che non avranno la forza di delineare la città pubblica. […] L'amministrazione comunale di Ciampino si assume insomma una enorme responsabilità nel condannare la popolazione a non avere nel futuro un parco di dimensioni accettabili […] lo scambio tra pubblico e privato è assolutamente squilibrato a favore del privato […] c'è da considerare che il "regalo" che viene fatto alla proprietà è di circa 6 milioni di euro.

12 consiglieri decidono, nella calura dell’ultimo di luglio, che la città deve regalare (stando all’analisi ed ai calcoli dell’urbanista Berdini) 6 milioni di € a proprietari baciati dalla fortuna, in cambio di una città sempre più strozzata, sempre più brutta, sempre più ingestibile.

La gravità dei contenuti del Piano integrato approvato è pari alla gravità della forma con cui si è arrivati a questa decisione: un Consiglio sgangherato ridotto al minimo per sopravvivere che decide senza conoscere o forse conoscendo più di quello che si legge nelle carte; un organismo democratico che sembra la rappresentazione plastica di quel “il potere è altrove” con cui Sciascia descriveva la sua esperienza di consigliere comunale di Palermo.

Un altrove che consente di poter ridurre l’organo decisionale democratico a mera registrazione del già deciso: non c’è nemmeno bisogno di esser presenti. Tutto sarà fatto. Come deciso.

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