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Il sindaco Terzulli e le nomine incostituzionali e illegittime dei dirigenti comunali

La sentenza della Consulta di Stato del 17 marzo 2015, n. 37, emessa per la vicenda dei funzionari nominati dirigenti nelle Agenzie delle Entrate, senza aver espletato il necessario concorso, avrà effetti anche sulla pubblica amministrazione e gli Enti Locali.

Gli incarichi dirigenziali ai funzionari sono incostituzionali e illegittimi. Questo infatti dice esplicitamente la Consulta, riconfermando quanto è riportato nella Costituzione, art. 97, comma 3: “ Nessun dubbio può nutrirsi in ordine al fatto che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, e che il concorso sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio”. È dunque più che chiaro ed evidente che per il passaggio dalla qualifica di funzionari a quella di dirigenti occorre il concorso. E non è neppure applicabile la formula dell’affidamento di mansioni superiori a dipendenti di livello inferiore, o l’istituto della cosiddetta reggenza. Nel primo caso infatti l’affidamento è attuabile solo per il personale già in possesso di qualifica dirigenziale, mentre la reggenza può esserci solo in casi imprevedibili e straordinari e comunque sempre per una brevissima durata. Dunque tutte le nomine dirigenziali effettuate senza concorso sono incostituzionali e illegittime.

Anche nel comune di Ciampino i sindaci hanno attuato questa pratica della “nomina sul campo”, attribuendo ai funzionari le “promozioni a dirigente” senza che sia stato espletato il necessario concorso. Gli ultimi atti sono del Sindaco Terzulli, che in neanche un anno, ne ha emessi ben due. Ha infatti nominato dirigente del settore Finanziario il funzionario comunale Dottor Raimondo Lucarelli; a dicembre poi, in prossimità del suo pensionamento, l’ha sostituto con la Dottoressa Ada Gara, un funzionario proveniente dal Comune di Mentana.

Qualcuno potrebbe sostenere la validità di queste nomine perché effettuate attraverso l’istituto previsto dall’art. 110 del D. L.gvo 26572000, che permette al sindaco di attribuire le funzioni dirigenziali per “intuitu personae”, ovvero basandosi direttamente solo sul suo esclusivo gradimento. Ma i due funzionari scelti non hanno affatto espletato il necessario concorso e quindi i loro incarichi tornano ad essere palesemente illegittimi e incostituzionali secondo le espresse indicazioni della Consulta.

Ora, al di là delle motivazioni che hanno spinto il sindaco a tali nomine, che noi crediamo siano unicamente da ricercare nei legami e nelle accondiscendenze politiche e di esplicita sudditanza alle scelte operate dall’amministrazione, appare del tutto assente e assolutamente inoperoso il complesso sistema delle tutele e delle verifiche degli atti, tutto riconducibile all’operato del Segretario Comunale, responsabile anche del sistema per la prevenzione della corruzione.

È possibile poi che nessun componente della giunta e consigliere comunale si sia finora avveduto della protervia con la quale il sindaco proceda alle nomine? Ebbene, ora, alla luce della sentenza della Consulta, cosa si dovrà fare? Ci dovremo ancora tenere i dirigenti fai da te? Oltre le nomine risulteranno poi illegittimi anche i loro atti! Inoltre il costo esorbitante che queste nomine comportano, pari a circa 100.000,00 euro l’anno ognuna, pone una questione penale di pesante rilevanza: se le nomine sono palesemente illegittime e incostituzionali, il sindaco ha commesso una evidente violazione e dovrà essere anche chiamato alle sue responsabilità penali e contabili, ripagando il danno erariale fin qui commesso. Chi volesse fare delle verifiche, anche per le vicende pregresse che coinvolgono i precedenti sindaci, si accorgerà di quale ingente voragine amministrativa stiamo parlando.

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