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LA MEMORIA CORTA DEL CANDIDATO SINDACO MAURO TESTA

Il candidato sindaco Mauro Testa, che appartiene ad un partito di lunga tradizione, dovrebbe sapere che la verità è sempre rivoluzionaria, ma molto spesso sembra dimenticarsene.

A seguito dell’ultima intervista rilasciata, riteniamo doveroso chiarire diversi aspetti che non risultano chiari se non mistificatori.

In merito al tanto sbandierato PRINT ricordiamo che questo sanerebbe 62 abusi nella zona del Palacavicchi. Questo sembra essere un peccato veniale per Testa che considera quelle strutture già condonate per il semplice fatto che sono lì da molto tempo. La verità è che non sono sanate, né sanabili perché sotto il cono di volo dell’aeroporto e contigue al parco dell’Appia Antica, tanto che su di esse pende un’ordinanza di demolizione sulla quale aspettiamo il giudizio del TAR.

Su questa vicenda, per altro, Testa non è l’unico ad avere delle amnesie, in particolare è vergognoso che il Partito Democratico non abbia ritenuto necessario aprire un confronto con i cittadini e i commercianti su un progetto con così tante conseguenze sulla vita della nostra città, a partire dal danno per il tessuto economico e sociale che comporterebbe una Città del Grande commercio a ridosso dei nostri confini.

Ma è sulla questione del Parco dei Casali che Testa dà il meglio di sé, dimenticando i lunghi anni di amministrazione nei quali i beni archeologici e architettonici di Ciampino sono stati lasciati andare in malora. A volte in modo letterale come per il portale del Rainaldi, quando nel 2008 in qualità di assessore alla cultura di fronte ad un’affollata assemblea in sala consiliare lasciò cadere nel vuoto l’appello di Mario Maruffi per la salvaguardia del portale. O come quando, da vicesindaco, ha deliberato di costruire 70mila mc nello sbandierato Parco dei Casali.

Infine sulla genesi della proposta del Parco dei Casali puntualizziamo che esiste una storia ben più articolata e complessa di come la raccontano Mauro Testa ed il suo candidato di Italia Nostra. Basti pensare che la prima proposta la fecero i progettisti del cimitero comunale nel 1983 e che poi fu ripresa più volte sia in ambito politico che accademico: ricordiamo in particolare la splendida tesi di laurea in Museologia(aa 2002-2003) di uno studente ciampinese, G.M.Piantadosi, “Ipotesi per un Parco dei Casali”.

Non è quindi questione di chi possa intestarsi l’idea, piuttosto vorremmo far riflettere i cittadini su chi concretamente abbia agito per ottenere l’obiettivo e chi invece ha sostenuto scelte opposte! Su questo Ciampino Bene Comune ha agito negli ultimi anni in perfetta solitudine contro un’amministrazione (TUTTA) sorda e legata mani e piedi agli interessi dei costruttori e dei proprietari dei terreni. Anche Italia Nostra dovrebbe spiegare perché, al contrario di Legambiente, non si è ancora costituita in giudizio contro il ricorso, che il comune di Ciampino ha emesso per opporsi al vincolo della Soprintendenza sull’area.

La Città in Comune su tutto questo invita i cittadini a non lasciarsi ingannare dagli spot, ma piuttosto a mobilitarsi da subito in difesa del territorio da ogni forma di speculazione.  Solo la costante ricerca della verità e la partecipazione dei cittadini alle scelte può assicurare un futuro diverso a questa città.

Alessandro Porchetta
candidato sindaco per la lista Città in Comune

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