Città in Comune

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L’ex cantina sociale non è assolutamente adeguata ad ospitare il cinestate, si trovino alternative!

“E…state a Ciampino 2015” è cominciata ieri con l’abituale rassegna cinematografica estiva, in quella che il sindaco Terzulli ha definito un'estate fatta a misura di cittadino, nel tentativo di offrire in Città valide alternative, invogliando e coinvolgendo il più possibile non solo i residenti ma anche i cittadini di Roma e dell'Area Castellana. Molto bene, ma cosa accade quando l’Arena cinematografica si trasforma in un set da film dell’orrore, all’interno di un caldissimo cantiere maleodorante che per l’occasione si presta a ospitare il Cinestate? Accade semplicemente che si assiste alla preoccupante realizzazione di ciò che l’Amministrazione ha in mente quando enfatizzando le proprie iniziative culturali parla di “alternativa” e “coinvolgimento”. Entrando nell’ex Cantina Sociale di Via del Lavoro ci si rende drammaticamente conto che a Ciampino non esiste alcuno spazio pubblico attrezzato per ricevere eventi culturali o di intrattenimento, nessuna “estate a misura di cittadino”, nessuna partecipazione, nessun cinema all’aperto. Quello che c’è e si ammira sgomenti è l’arretrato stato dei lavori in corso all’interno di un cantiere che il sindaco ha promesso di completare entro la fine della stagione, e che già viene presentato come Teatro Comunale (in fieri) intitolato allo scrittore Vincenzo Cerami. Ci sono i volti sudati e delusi delle persone che commentano amareggiati la pessima acustica che rimbomba tra la capriata in legno lamellare e la pavimentazione polverosa in battuta di cemento, per poi subire un ulteriore contraccolpo sonoro proveniente dalle finestrature laterali del piano interrato appena ricoperte con una maglia di protezione.

Questo è lo scenario in cui quest’anno si svolge la storica rassegna cinematografica estiva, blasonata perché gratuita e perché inaugura il primo evento nel teatro comunale. Ma cosa ci si poteva aspettare da un evento pubblico e gratuito? Non è già abbastanza averci messo a disposizione un grande schermo? Tirando le somme si può affermare che circa 38.000 cittadini valgono zero e che i normali beni comuni sono considerati astrattismi promulgati dai soliti quattro rompicoglioni di sinistra. Quel che resta inspiegabile è perché ricorrere ad una soluzione così inospitale e tutt’altro che in linea con “l’estate a misura di cittadino” su cui propagandava Terzulli. Qual è il problema? Cos’è che impedisce all’Amm.ne di aver maggiore cura della propria Città, dei suoi spazi pubblici e dei suoi abitanti? Perché “pubblico” deve diventare sinonimo di “raffazzonato”, “degradato” e “inutile”? Se per questa E…state avessero offerto un evento gratuito all’interno di una cornice più decorosa, una struttura attrezzata per ospitare il Cinestate (o qualunque altra iniziativa) per una buona volta sarebbe stato conferito il giusto valore che spetta alla cosa pubblica, incoraggiando le persone ad essere presenti, a prendervi parte senza esclusioni. Al contrario, ci troviamo ad osservare i motivi per cui nella società ciò che è privato passa per per “efficiente”, “curato” e “sano” mentre ciò che è pubblico è completamente screditato. A questo punto prendiamo atto che il nostro appello del 4 giugno scorso in cui chiedevamo il completamento delle opere in costruzione nell’area dell’ex Cantina Sociale e la pubblicazione del programma di lavori in corso per le opere pubbliche, è rimasto inascoltato. Prendiamo atto che ancora una volta una manifestazione è stata trasformata in un espediente, un diversivo con il quale si tenta di nascondere le magagne di anni per le opere non finite e il mancato impegno dell’amministrazione comunale. Quando il sipario calerà sul cantiere/cinema/teatro che dir si voglia, non importerà più a nessuno se le strutture continueranno a rimanere abbandonate ritardandone il serio utilizzo per altri anni ancora, se i cittadini dovranno subire l’irrispettoso declassamento che spetta alle necessità secondarie (beni pubblici, cultura, sport), e soprattutto non importerà a nessuno se per la conclusione delle opere e per i ritardi fin qui accumulati dovremo sborsare ancora altri SOLDI!

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