Città in Comune

 

Obbediamo alla costituzione, disobbediamo ai vincoli di bilancio, per una politica fiscale equa e solidale

Nel nome del NO alle tasse tutti i governi della seconda Repubblica hanno spostato il carico fiscale dalla tassazione diretta alla tassazione indiretta, contribuendo in questo modo ad aumentare le diseguaglianze sociali ed allargando la forbice tra ricchi e poveri.

Forbice che si era già allargata a dismisura per conto suo negli anni del trionfo delle politiche liberiste a seguito della sconfitta del movimento operaio dopo il 1980. Basti pensare che oggi Marchionne guadagna quanto 6400 operai, mentre il modesto Romiti si accontentava di guadagnare 40 volte tanto.

La lotta contro le diseguaglianze deve certamente seguire altre strade, ma anche la politica comunale può fare la sua parte utilizzando la tassazione come mezzo di recupero e i servizi pubblici come mezzo di redistribuzione; in piena osservanza dell’articolo 53 della costituzione.

La via maestra per correggere questo errore è l’introduzione di un’imposta patrimoniale. Ma se anche non si volesse percorrere questa strada esiste già, nella legislazione vigente (legge n. 296 del 2006), la possibilità per i comuni di introdurre una “Imposta di scopo” sulla base imponibile IMU finalizzata al finanziamento di opere pubbliche. Una mini patrimoniale comunale che è stata introdotta sinora solo da 19 comuni, cinque dei quali in Emilia Romagna.

L’istituzione a Ciampino dell’Imposta di scopo per finanziare, ad esempio, un Piano per il Lavoro potrebbe essere lo strumento per spostare il carico fiscale dal lavoro verso i patrimoni, realizzare opere pubbliche e compensare anche un alleggerimento delle imposte comunali sui ceti popolari.

Non è difficile immaginare come l’area abbandonata della F.lli Spada possa essere utilizzata per questo scopo, al fine di conservarne la finalità produttiva nel rispetto dell’ambiente e della cittadinanza e dare lavoro a cooperative di giovani che presentino dei progetti in tal senso.

Quello che non può essere fatto tramite un’imposta di scopo può essere fatto disobbedendo al patto di stabilità, per questo motivo uno dei nostri primi atti in Comune sarà quello di presentare la Delibera per l’obbedienza alla costituzione, al fine di dotarci di uno strumento che ci permetta di combattere la crisi economica creando occupazione e al contempo curando il nostro territorio.

La Città in Comune crede che una politica fiscale in osservanza della Costituzione si possa realizzare a partire dai seguenti punti:

  • Spostamento del carico fiscale dai ceti popolari alle grandi ricchezze, attuando una progressività delle aliquote su tutte le imposte comunali.
  • Spostamento del carico fiscale dal lavoro alla rendita introducendo l’imposta di scopo sui grandi patrimoni immobiliari, che a nostro parere dovrebbe essere finalizzata al finanziamento di un Piano per il Lavoro.
  • Ridefinizione delle politiche tariffarie e delle esenzioni per orientare i consumi di servizi pubblici e ampliando la solidarietà nei confronti delle fasce deboli.
  • Seria partecipazione del comune alla lotta all’evasione fiscale.
  • Applicazione della tariffa rifiuti con forte progressività al crescere delle quantità pro-capite di indifferenziato prodotte.
  • Gratuità tendenziale del trasporto pubblico.
  • Esclusione della remunerazione del capitale investito dalla tariffa per l’acqua.
  • Lotta ai canoni neri.
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